L’amigdala, derivante dalla parola greca che significa mandorla, è posta sopra il tronco cerebrale, vicino alla parte inferiore del sistema limbico. Ve ne sono due su ciascun lato del cervello umano. L’amigdala attribuisce un significato emozionale agli eventi e funziona come un archivio della memoria emozionale.


Il primo a scoprire il ruolo dell’amigdala nel cervello emozionale, fu Joseph LeDoux un neuroscienziato che ricorrendo a tecnologie innovative ha risolto ”misteri” della mente che in passato si erano rivelati inaccessibili.
A volte ci può capitare di agire spinti dalla passione, in modo irrazionale, per poi pentircene subito dopo: in questo l’amigdala ha un ruolo fondamentale.
I segnali che provengono dagli organi di senso permettono all’amigdala di analizzare ogni esperienza, di effettuare una sorta di indagine in modo da scoprire se ciò che stiamo vivendo è qualcosa che temiamo o che ci ferisce.
In una situazione di paura, ad esempio, entra in funzione una specie di allarme ed i messaggi che vengono inviati al cervello provocano i sintomi tipici della paura: vengono secreti quegli ormoni che inducono una reazione di combattimento o fuga, si ha un’accelerazione della frequenza cardiaca, un innalzamento della pressione sanguigna mentre il respiro rallenta e altro.
L’amigdala ha una posizione privilegiata nell’architettura del cervello che le consente di sequestrare gran parte del cervello, compresa la mente razionale e di imporle i propri comandi.
Gli input sensoriali che provengono dall’occhio o dall’orecchio sono diretti al talamo e poi all’amigdala; dal talamo un secondo segnale viene poi inviato alla neocorteccia, il cosiddetto cervello pensante.
Questa ramificazione permette all’amigdala di iniziare a rispondere prima della neocorteccia che invece elabora le informazioni attraverso vari livelli di circuiti cerebrali al fine di produrre una risposta più raffinata rispetto all’amigdala.
Ciò significa che l’amigdala può innescare una risposta emotiva prima che i centri corticali abbiano compreso ciò che sta accadendo; ne consegue che i segnali che passano direttamente attraverso l’amigdala corrispondono ai sentimenti più primitivi e potenti: questo spiega la capacità dell’emozione di soffocare la razionalità.
In precedenza si sapeva che gli organi di senso trasmettevano i loro segnali al talamo e che questo li inviava alla neocorteccia; da qui raggiungevano poi il sistema limbico dal quale si irradiava una risposta più appropriata attraverso il cervello ed il resto del corpo.
E questo in realtà è ciò che avviene nella maggior parte dei casi ma la scoperta di LeDoux consiste appunto nell'aver rilevato la presenza di un fascio più sottile di fibre nervose che dal talamo vanno direttamente all'amigdala.
La differenza sta nel fatto che l’amigdala può spingerci ad agire immediatamente mentre la neocorteccia, un po’ più lenta ma in possesso di informazioni più complete, sta preparando un piano di azione più raffinato.
Nell’amigdala sono archiviati ricordi e repertori di risposte che vengono messe in atto senza consapevolezza da parte dell’individuo e ciò avviene perché la scorciatoia dal talamo all’amigdala esclude completamente la neocorteccia: se ad esempio, ho fatto un sorpasso azzardato da quel momento in poi sarà l’amigdala che mi farà sentire ansioso se tenterò di sorpassare in circostanze simili.


Dott.ssa Maria Pia Santucci