Disturbi d'ansia

L'ansia si può considerare come una sorta di tensione causata da un vago senso di pericolo non ben definito al contrario dell’emozione della paura che si prova nel momento in cui ci troviamo di fronte ad una minaccia reale esterna.


A volte proviamo una sorta di nervosismo, di tensione senza che vi sia un motivo ben preciso e ciò dipende da fattori che si trovano all’interno di noi stessi.
Un normale stato di attivazione, denominato “aurosal”, che ci rende capaci di affrontare meglio determinati compiti, come ad esempio partecipare ad un gara sportiva o superare un esame universitario, può variare durante il corso della giornata e raggiungere diversi livelli a seconda delle situazioni che ci troviamo a fronteggiare.
Un basso livello di ansia ci permette di utilizzare quelle risorse che ci portano a padroneggiare determinate situazioni: l’ansia infatti non è sempre dannosa e corrisponde ad un innalzamento della soglia normale di attivazione che ci porta a reagire prontamente nel caso in cui ce ne fosse bisogno.
Alcune persone ricercano situazioni di tensione per dimostrare a se stessi di essere in grado di dominarle, come chi corre su una pista automobilistica o chi ama scalare vette sempre più alte in situazioni di rischio.
Un alto livello di ansia invece può arrivare a bloccare la capacità di pensare e di agire come accade nelle situazioni di panico e ad ostacolare le nostre prestazioni.
L’ansia diventa patologica quando si cronicizza cioè tende a ripetersi con grande frequenza senza che la tensione diminuisca fino a produrre sindromi psicosomatiche ed è accompagnata da sintomi fisici, come l’aumento della frequenza del battito cardiaco, difficoltà respiratorie, sbalzi della pressione arteriosa, sudorazione, tensione muscolare ed altri.
Tra i più frequenti disturbi d’ansia troviamo: gli attacchi di panico, le fobie specifiche, la fobia sociale e il disturbo ossessivo compulsivo.