Non di rado può capitare di trovarsi di fronte a ragazze che hanno un peso inferiore alla norma ma che si lamentano della grossezza del proprio corpo nella sua totalità o di alcune parti.


Il problema dell'immagine corporea, nelle persone affette da anoressia nervosa, è strettamente associato all’esperienza soggettiva del proprio corpo:
nonostante esse siano magre continuano a sentirsi troppo grasse.
Nel caso dell'anoressia, il problema del corpo “sentito” come “troppo grasso” viene affrontato utilizzando strategie volte alla perdita del peso corporeo, a partire dalla decisione di intraprendere una dieta.
I comportamenti di compenso adottati, come i lassativi, i diuretici e l’esercizio fisico intenso, si prefiggono il medesimo obiettivo: perdere peso con la speranza di “sentirsi” meglio con il proprio corpo.
Purtroppo simili strategie non rappresentano mai una soluzione efficace e rischiano anzi di aumentare una percezione distorta, falsata del corpo, che porta a concentrare ancora di più l’attenzione sui temi del corpo e del peso.
La restrizione alimentare cioè una riduzione notevole della quantità di cibo, non rappresenta mai una strategia efficace, anzi avviene che con il diminuire del peso le persone giudichino il corpo in maniera ancora più negativa.
Molti genitori si trovano di fronte ad una situazione che non sanno come gestire quando osservano i propri figli preoccuparsi eccessivamente del peso e delle forme corporee.
La difficoltà di comunicare a qualcuno, amici o familiari, la propria sofferenza è notevole: vi è il timore di esprimere i propri stati d’animo che, con il passare del tempo, conduce e ad un isolamento dal quale diventa sempre più difficile uscire.
Questa continua lotta con il proprio corpo porta tante ragazze a perdere il contatto con esso, o con parti di esso e a considerarlo come una parte staccata da se stesse, mentre diventa di vitale importanza riappropriarsi della capacità di ristabilire una comunicazione.
In un contesto psicoterapeutico molte sono le tecniche finalizzate a ristabilire un migliore livello di comunicazione tra il Sé e il Corpo, a partire da semplici esercizi di rilassamento che mettano le persone nella condizione di ristabilire un dialogo con le parti di sé rifiutate, fino ad arrivare ad apprezzare quelle caratteristiche del proprio corpo che ci fanno star bene e alle quali prestiamo così poca attenzione come il colore degli occhi, la forma delle mani, ecc.
E’ importante ristabilire un dialogo non solo con il nostro corpo ma anche con chi ci circonda, con le persone alle quali vogliamo bene, ed iniziare così ad esprimere e a comunicare la sofferenza di tanti momenti vissuti in solitudine.


Dott.ssa Maria Pia Santucci