Le persone affette da anoressia nervosa sono capaci di percepire il proprio corpo in modo adeguato e nonostante siano consapevoli della loro magrezza la sensazione di sentirsi grasse è costantemente presente.


La perdita di peso, l’uso di lassativi e diuretici come l’attività fisica eccessiva non fanno altro che accentuare il problema di sentirsi grasse anziché diminuirlo e contribuiscono ad una maggiore fissazione sul peso e le forme corporee. Questo modo errato di considerare il proprio corpo permane fino a quando, all’interno di un percorso terapeutico, non si inizia ad aumentare di peso e a costruire un atteggiamento positivo nei confronti del proprio corpo attraverso una serie di tecniche che si sono rivelate utili allo scopo.
Una delle prime cosa da fare è di provare a modificare i propri pensieri, ad analizzare quelli negativi nei confronti del corpo perché le sensazioni che proviamo in quel momento potrebbero non essere vere e indurci a comportarci in modo sbagliato.
Ad esempio, il pensiero di ricominciare a mangiare può spaventarci perché pensiamo che potremmo perdere il controllo sull’alimentazione e quindi ci immaginiamo che aumenteremo di peso fino a diventare grassi.
Questi pensieri ed immagini negative potrebbero avere ben poco a che fare con la realtà, con quello che potrebbe realmente accadere.
Perché mettere in dubbio fin dall’inizio la capacità di sapersi regolare nel programmare un giusto aumento di peso?
Un pensiero appropriato potrebbe essere quello di raggiungere, passo dopo passo, un peso adeguato allo scopo di avere l’energia necessaria per poter fare tutte quelle cose che una ragazza di solito fa: concentrarsi nello studio, praticare uno sport, passare del tempo con gli amici, sentirsi più rilassati e altro.
E’ importante stabilire un contatto con l’intero corpo o con una parte di esso che non ci piace e che ci preoccupa in modo particolare: pancia, cosce, seno…
Dopo esserci seduti comodamente, rilassati e concentrati, iniziamo a scrivere una lettera, tramite carta e penna o nella mente, al nostro corpo o a quella parte di esso che non ci piace, cercando di identificarci con l’uno o con l’altra, e rimanendo in ascolto di quello che hanno da dirci: forse avrebbero bisogno di essere accolti con affetto proprio perché rappresentano una parte di noi.
Spesso ci capita di maltrattare la parte che non accettiamo, utilizzando degli abiti molto ampi per nasconderla perché “ci appare” troppo grossa, oppure ci affatichiamo ogni giorno con un numero elevato di addominali per rendere la pancia più piatta, esercizi fisici estenuanti che non fanno altro che renderci più esausti, senza alcuna comprensione per un corpo che viene accusato di farci star male.
Quando si inizia a riprendere peso, sarebbe meglio gettar via gli abiti indossati durante il periodo di eccessiva magrezza e potrebbe essere gratificante ed anche un modo per migliorare l’ umore, scegliere abiti nuovi che ci piacciano e che ci facciano sentire attraenti.
Anziché inseguire un ideale di magrezza, rappresentato da una persona che ammiriamo come una modella, un’attrice, una cantante o una compagna di classe, se iniziassimo a fare una lista di quelle parti di noi che ci piacciono potrebbe condurci ad apprezzare il nostro corpo.


Dott.ssa Maria Pia Santucci