Jeffrey M. Schwartz, Professore di psichiatria dell’Università della California, ha ideato una tecnica denominata il “Metodo dei 4 gradini”, in grado di produrre buoni risultati nella risoluzione dei sintomi del disturbo ossessivo compulsivo con un conseguente aumento dell’autocontrollo, dell’autostima ed un rafforzamento della volontà.


Esiste un legame tra il disturbo ossessivo compulsivo (DOC) e uno squilibrio biochimico a livello cerebrale: il cervello tende ad inviare sempre lo stesso messaggio come se si fosse bloccato in quel punto e non riuscisse a passare al messaggio successivo.
La persona che soffre di DOC non riconosce tale messaggio come non veritiero e di conseguenza tende a mettere in atto molte volte lo stesso comportamento.
Un pensiero ossessivo che si ripete: “Assicurati di aver chiuso bene il gas” è seguito da una verifica estenuante perché non riusciamo a liberarci dalla fastidiosa sensazione di non aver girato la chiavetta come avremmo dovuto per assicurarci una chiusura perfetta.
Fare qualcosa di diverso da quello che ci suggerisce l’ossessione, produce modificazioni a livello chimico nel modo di funzionare del cervello e costituisce un elemento fondamentale per vincere questa dura battaglia.
I comportamenti compulsivi non fanno altro che rafforzare le ossessioni invece di liberarci dalle penose sensazioni di angoscia legate ad esse.
Il primo gradino di questo metodo, consiste nel ridefinire i pensieri e i comportamenti che ci angosciano, riconoscendoli per quello che sono, ossessioni e compulsioni, e rendendoci conto che il bisogno di continue verifiche per cercare di eliminare l’ansia sottostante non deriva da un’esigenza reale.
Il secondo gradino ci consente di riattribuire l’angoscia derivante dal DOC ad uno squilibrio biochimico del cervello.
Se ci chiediamo a cosa dobbiamo il fatto che certi pensieri continuino ad assillarci possiamo risponderci che è il cervello a non filtrare in modo appropriato i nostri pensieri e che continuiamo a reagire in modo sbagliato, cioè mettendo in atto continuamente i rituali compulsivi che l’ossessione ci suggerisce.
Il terzo gradino ci dà la possibilità di rimettere a fuoco, cioè di fare qualcosa di diverso che sia utile e piacevole rispetto a quello che ci viene suggerito dal DOC.
Invece di controllare per l’ennesima volta se abbiamo chiuso bene il gas, potremmo decidere al contrario di fare una telefonata ad un amico, andare in piscina o uscire per fare una passeggiata: impegnarci in questo tipo di pratica è molto importante.
Il quarto gradino ci esorta a riconsiderare le ossessioni e le compulsioni come falsi messaggi, privi di significato e non meritevoli della nostra attenzione.
La padronanza dei 3 gradini precedenti, ci conduce alla consapevolezza che i pensieri ossessivi sono da ignorare completamente, fino al punto in cui inizieranno a perdere di intensità: la paura e l’angoscia lasceranno il posto ad una nuova consapevolezza, quella di essere capaci di ignorarli e di considerarli come un semplice fastidio che si va attenuando sempre di più.
Un metodo, quello dei 4 gradini, in grado di apportare notevoli miglioramenti nella sintomatologia del DOC soprattutto attraverso la guida di un terapeuta.


Dott.ssa Maria Pia Santucci