Obesità

L’interazione tra fattori genetici e ambientali può condurre al sovrappeso e all’obesità che appaiono in forte aumento negli ultimi 10 anni sia nei bambini che negli adulti.


La presenza di alcuni “geni di suscettibilità” sembra predisporre al rischio di aumentare di peso in un ambiente che favorisce l’alimentazione in eccesso ed una ridotta attività fisica.
Alla base del problema dell’obesità vi è un errato stile di vita che conduce ad un introito calorico superiore al dispendio energetico con conseguente aumento di peso anche per la disponibilità sul mercato di cibi ipercalorici a basso costo e la tendenza a condurre una vita sedentaria.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità utilizza il BMI (body mass index), indice di massa corporea, per classificare il sovrappeso e l’obesità negli adulti: un valore che si calcola dividendo il peso corporeo in kg per l’altezza in metri al quadrato.
Tale classificazione è stata adottata per mettere in evidenza la relazione tra i livelli dell’indice di massa corporea e i rischi di malattia e di morte.
I rischi minori sono compresi nell’area del normopeso che va da un BMI di 18,5 a un BMI di 24,9 mentre i rischi maggiori si hanno con un BMI troppo basso o elevato.
Molto importante è la distribuzione del tessuto adiposo: se è prevalente in sede addominale vi è un aumento del rischio di sviluppare diabete di tipo 2, dislipidemia, ipertensione arteriosa e malattie cardiovascolari, soprattutto se la circonferenza vita è superiore a 102 cm negli uomini e a 88 cm nelle donne.
In una società come la nostra in cui viene esaltata e perseguita un’eccessiva magrezza, le problematiche psicologiche presenti nelle persone obese si ricollegano alla discriminazione sociale nei confronti di chi ha un peso superiore alla media, favorendo lo sviluppo di un’immagine corporea negativa e di una bassa autostima.
Nel caso in cui si decidesse di intraprendere una dieta che dovrebbe essere moderatamente ipocalorica, sarebbe auspicabile all’inizio una diminuzione del 10% del peso corporeo, già in grado di apportare notevoli benefici sia alla salute fisica che a quella psicologica producendo un miglioramento del tono dell’umore, dell’immagine di sé, delle relazioni interpersonali e dell’autostima.
Si tratta infatti di raggiungere un peso ragionevole, cioè un peso che si riesce a mantenere con un’alimentazione equilibrata, praticando una moderata attività fisica e soprattutto adottando uno stile di vita più attivo e più sano.
E’ importante capire che nonostante la pressione sociale al dimagrimento, esiste una resistenza biologica alla diminuzione del peso corporeo essendo esso regolato da complessi fattori biologici.
Spesso le persone che perdono peso, anziché modificare in modo permanente lo stile di vita, ritornano alle errate abitudini alimentari che adottavano precedentemente recuperando il peso perduto.
La terapia si pone come obiettivo principale quello di modificare lo stile di vita per raggiungere e mantenere un peso salutare: vengono affrontati gli ostacoli alla perdita di peso e al suo mantenimento, le problematiche legate all’immagine corporea negativa, alla bassa autostima e ai problemi interpersonali.