L’entusiasmo di aver perso alcuni chili dopo aver seguito una dieta moderatamente ipocalorica, lascia presto il posto alla difficoltà di riuscire a mantenere il peso raggiunto.


Mantenere il peso non è facile perché spesso si tende a ripristinare il vecchio stile di vita quello che precedeva la dieta e in poco tempo si recuperano i chili perduti: manca la consapevolezza che una volta ritornati alle vecchie abitudini tutto sarà come prima e presto dovremo rimetterci a dieta.
Quando si affronta una dieta in genere si è disposti a compiere alcuni sacrifici per raggiungere il peso desiderato, perché gratificati da un punto di vista estetico e dal miglioramento della salute.
Occorre poi impegnarsi per riuscire a mantenere il peso raggiunto fino al momento in cui si riesce a farlo perché ormai si padroneggiano le tecniche apprese in terapia e che ci permettono di modificare stabilmente il nostro stile di vita.
Il problema principale nel mantenere il peso, come sappiamo, consiste nel bilanciare l’introito calorico con il dispendio energetico.
Un’abitudine importante dovrebbe essere quella di controllare il nostro peso senza lasciar trascorrere troppo tempo in modo da correre ai ripari nel caso in cui ce ne fosse bisogno: se il peso è aumentato si stabilisce un piano di azione per cercare di riportarlo al livello precedente, attraverso le tecniche acquisite durante il dimagrimento.
Esistono alcune situazioni a rischio rappresentate da occasioni particolari, come pranzi o cene di lavoro, feste organizzate da amici o parenti, vacanze programmate da tempo in cui si finisce per adottare comportamenti del tutto disinibiti nei confronti dell’alimentazione tanto da ritornare a mangiare senza alcun controllo.
Può capitare, ad esempio, di dover fronteggiare delle situazioni come l’ invito ad una festa in cui ci sarà molto cibo a disposizione, oppure dei momenti in cui saremo soli a casa e quindi la solitudine o la noia potrebbero indurci a mangiare in eccesso per superarli.
Anche gli stimoli interni, quali una fame eccessiva, pensieri disfunzionali, emozioni positive o negative potrebbero farci perdere il controllo sull’alimentazione.
Dovremmo essere capaci di valutare il grado di fame: leggera, media o estrema senza lasciarci trascinare dall’impulso a mangiare anche quando non si ha fame.
Il ricorso al cibo in seguito a stati emotivi negativi non fa altro che aggiungere a questo stato di disagio primario, uno secondario caratterizzato dalla presenza di sensi di colpa, vergogna e disgusto verso se stessi per aver mangiato in eccesso.
Può succedere a tutti durante il mantenimento del peso di vivere dei momenti in cui si mangia di più e si fa meno movimento ma senza drammatizzare sarebbe opportuno riprendere in mano la situazione, tenendo bene in mente che i risultati raggiunti hanno portato ad un miglioramento del benessere psico-fisico al quale non vogliamo rinunciare.


Dott.ssa Maria Pia Santucci