La terapia di coppia cognitivo comportamentale si occupa delle interazioni tra i coniugi e si focalizza in particolare sulla relazione tra le aspettative, le credenze e le attribuzioni cioè quei fattori che pensiamo possano influenzare le azioni del partner.


Tutti abbiamo percezioni soggettive delle persone e della vita in generale che determinano il modo in cui ci comportiamo. Le percezioni sono suscettibili di cambiamento sulla base di nuove informazioni acquisite ma a volte sono difficili da modificare. Nelle coppie in crisi alcuni dei modi di interpretare ciò che sta accadendo risultano distorti:
   

  • porre attenzione solamente ad aspetti negativi della relazione senza tener conto di altro;
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  • essere certi di sapere il motivo per cui il nostro partner si comporta in un certo modo senza mettere in dubbio che quello che si sta
        pensando potrebbe essere non vero;
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  • avere la convinzione che se diciamo o facciamo qualcosa otterremo una reazione negativa da parte dell’altro;
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  • credere che le persone in alcune situazioni dovrebbero comportarsi in un certo modo e che le relazioni dovrebbero svolgersi
        seguendo un preciso canone: si tratta di convinzioni o standard riguardo a come dovremmo condurre le nostre vite rispetto alle
        relazioni con gli altri e con il mondo; un tempo, ad esempio, si pensava che la donna dovesse stare a casa ad allevare i figli mentre
        l’uomo si occupava del sostentamento della famiglia.

  • Così se adottiamo determinati standard, valuteremo tutto ciò che avviene all’interno della relazione in base ad essi e se vengono violati è quasi certo che nasceranno dei dissensi con il partner.
    Questo nostro modo di interagire con l’altro si apprende in giovane età dalla famiglia di origine, dalla tradizione, dalle prime esperienze relazionali e amorose.
    I cambiamenti che si sperimentano all’interno del ciclo vitale di una coppia possono produrre una serie di difficoltà che mettono a dura prova l’equilibrio raggiunto, come la nascita di un figlio, la relazione con le famiglie di origine, il lavoro, la disoccupazione, il pensionamento, i lutti, le malattie e altro.
    Numerosi studi mettono in evidenza come i partner in difficoltà rispetto a quelli non in crisi, tendano maggiormente a incolparsi reciprocamente dei problemi e ad attribuire le azioni negative dell’altro ai suoi tratti caratteriali ritenuti immodificabili: in questo modo si tende a giustificare la nostra reazione spesso inappropriata al comportamento dell’altro.
    Tra i motivi di insoddisfazione più comuni all’interno di una coppia vi sono il non sentirsi amati, la delusione delle aspettative e le difficoltà di comunicazione reciproca: una delle modalità di intervento della terapia infatti consiste nel migliorare la capacità di esprimere i pensieri, le emozioni e di ascoltarsi reciprocamente.
    Spesso il timore del cambiamento porta le persone a rimanere all’interno di situazioni del tutto insoddisfacenti, fino a sperimentare un certo malessere invece di provare a cambiare le cose ricorrendo ad una terapia di coppia.
    Uno degli obiettivi principali della terapia è di rendere consapevoli i partners del ruolo che ricoprono nella creazione dei problemi che si riversano sulla coppia.
    Affinché la terapia sia efficace entrambi i partners devono essere motivati ad intraprendere questo lavoro su se stessi e sulla propria relazione mentre a volte succede che alcuni decidano di frequentare le sedute, non per cambiare, ma con la convinzione che sia dato loro ragione e che sia il partner a dover cambiare.
    La terapia si propone di individuare le problematiche e le difficoltà di relazionarsi tra i due partners per costruire nuovi modi di superare i problemi fino al raggiungimento del benessere della coppia.


    Dott.ssa Maria Pia Santucci